Geologia del quotidiano

Alluminio e carboncino, 70 x 20 x 5 cm

 

Questo lavoro nasce dall’ossessione e dalla necessità di conservare ciò che amiamo, di prevenire la cancellazione delle piccole cose nel caso di un’ipotetica catastrofe. È una riflessione che si muove lungo una linea filosofica precisa, come la nave che viene costruita insieme al suo naufragare, (Paul Virilio) così ogni nostra esperienza porta già in sé il seme della sua fine.

 Mi chiedo cosa sopravviva del nostro passaggio quando il rumore del presente si spegne.

Il libro sfogliato, la cornice che ha protetto un ricordo, il centrino che ha dato calore a uno spazio, sono tracce fragili, quasi impercettibili, che qui trovano una nuova solidità.

Credo che il domani non sia fatto solo di novità, ma di come sapremo portare con noi, in una forma diversa, tutto ciò che abbiamo vissuto.

È un invito a considerare il nostro abitare quotidiano non come un fatto banale, ma come un atto di costruzione condivisa, ogni segno lasciato, ogni oggetto toccato, diventa la trama su cui si intreccia il domani.

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